DONNE per un mondo più giusto e solidale – Venerdì 13 marzo ore 20:30 – Sala Consiliare Cittadella

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In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Venerdì 13 marzo ore 20:30 presso la sala consiliare (villa Rina) di Cittadella ci incontreremo per la serata “DONNE per un mondo più giusto e solidale”.Ci sarà anche la nostra FEDERICA a portare la sua testimonianza sull’attività per UNA PROPOSTA DIVERSA giovani

 

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CASCHI BIANCHI LO SI E’ PER TUTTA LA VITA!

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DANI     Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (CIT. MAHATMA GANDHI)

E’ con questa provocazione che Daniele termina la testimonianza della sua esperienza come CASCO BIANCO in Sri Lanka. Anche le testimonianze di Sofia e Giovanni ci toccano profondamente, ci risvegliano domande assopite, entusiasmi latenti  e paure comuni. Sono queste le emozioni che si intrecciano il 06/03/2015 tra le circa 200 persone raccolte in SALA EMMAUS presso il PATRONATO PIO X di Cittadella per partecipare alla serata formativa proposta da noi giovani dell’Associazione.

Questi 3 ragazzi sono rientrati da meno di un mese dal Servizio Civile Internazionale , presso l’ente Comunità Papa Giovanni XXIII,  e dalle loro parole ci sembra di vivere i sorrisi dei bimbi boliviani di La Paz(Bolivia)  a 4000 metri di altitudine, la povertà nel viso dei ragazzi di strada immersi nel clima umido di Yacuiba ( Bolivia) o la profondità degli sguardi dei ragazzi disabili che sono accolti nel laboratorio della missione di Ratnapura (Sri Lanka).

Ma la cosa che più colpisce è capire quanto si sono dati da fare, come ci hanno messo l’anima in questa esperienza nonostante le difficoltà. Imparare una nuova lingua, confrontarsi con una cultura completamente diversa e nella quale non si puo’ trovare la sicurezza delle proprie radici non è una cosa facile ma sicuramente una esperienza di crescita personale importantissima. “Devi sbattere contro i tuoi limiti. Credi di partire e fare l’eroe ma non funziona così” dice Sofia. Quello che si fa in terra di missione è condividere con gli ultimi, con chi non ha la fortuna di vivere con tutti confort che a noi sono permessi e ci permettiamo, con quanti vivono situazioni di ingiustizie sociali e discriminazioni. Tutto questo è solo una goccia, ma una goccia che unita ad altre formerà mari e poi oceani, oceani di mondi migliori!SOFIA

Bisogna diventare cittadini attivi, far valere le proprie idee senza timore del giudizio degli altri, indignarsi di fronte a situazioni di violenza e di ingiustizia e non rimanere a guardare come parassiti. E’ questo che Giovanni suggerisce ai ragazzi presenti in sala per costruire insieme una alternativa piu’ giusta al mondo d’oggi. E’ pero’ importante fare squadra , prosegue, vivere in relazione e confronto costante con gli altri abbattendGIOVANNIo quei muri che egoisticamente contraddistinguono la società attuale. E’ importante cambiare le cose nei paesi cosiddetti “ricchi”, quindi qui, per poter migliorare le infelici situazioni  che affliggono i paesi impoveriti.

Ed è con l’augurio che molti giovani intraprendano questo tipo di esperienza e con la consapevolezza che almeno un seme è stato gettato, che  Don Andrea chiude la serata e dopo la condivisione di un succulento buffet , tutti ritorniamo a casa con le giuste provocazioni in testa.

I Giovani di Una Proposta Diversa.

 

21 febbraio 2015 – UNO SPETTACOLO DI QUALITA’

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“Cosa stavate facendo il 6 aprile 1994? Ve lo ricordate? Sicuramente però vi ricorderete cosa stavate facendo l’11 settembre 2001….”

Così esordiscono Marco Cortesi  e Mara Moschini con il loro spettacolo teatrale da titolo: “Rwanda, Dio è qui” di cui sono attori e registi.

Ebbene, quell’ 11 settembre ci fu un attentato terroristico in America, a New York, in cui si contarono ben 2.974 vittime. I programmi tv vennero tutti sospesi per sintonizzarsi a Manhattan; tutti ne parlarono, tutti intervennero, tutti si coalizzarono. Tutto il mondo si fermò…

Ma il 6 aprile 1994? Questa data segna l’inizio di una tragedia ancor più grande di quella statunitense. Per 104  giorni in Rwanda ci furono 10.000 morti al giorno. L’equivalente di 3 torri gemelle al giorno, ma non fece notizia, nessuno ne parlò, nessuno intervenne per fermare questo genocidio, uno dei più sanguinosi episodi del XX secolo.

Marco Cortesi e Mara Moschini interpretano la storia di due sopravvissuti al genocidio: Augustin Maniriho e Cecile. Uno Hutu e l’altra Tutsi, ci presentano la vicenda sotto la luce di entrambe le realtà.

“Ogni nostro spettacolo nasce da un attento lavoro di ricerca e inchiesta.”, dicono.  “Abbiamo scelto di parlare di diritti umani, ma soprattutto di pace, libertà e giustizia portando sul palco indimenticabili storie vere. Crediamo fermamente in quello che facciamo e siamo convinti che il teatro sia soprattutto questo: un modo per conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda.”

Il teatro civile di Cittadella era al completo e per circa 90 minuti siamo rimasti col fiato sospeso e gli occhi sbarrati. C’hanno catapultato indietro di vent’anni, hanno riportato quella storia del Rwanda in vita.

Sono difficili da raccontare 104 giorni in così poco tempo, ma l’indubbia esperienza e capacità di Mara e Marco ha fatto si che i nostri occhi vedessero attraverso le loro parole.

Ci hanno fatto sentire il terrore nella pelle, l’angoscia, la solitudine, l’ingiustizia. Ma la loro maestria è stata in grado di farci anche sorridere nel raccontare alcune caratteristiche dei due protagonisti, delle loro abitudini quotidiane, quelle di giorni qualunque come i nostri, si proprio come noi. Perché prima di tutto, prima di essere africani, ruandesi, prima di essere le vittime del genocidio, prima di essere Hutu o Tutsi…. Prima di tutto sono essere umani. Proprio come te.

Lara Mottin

 

I – LEGAL

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UNA PROPOSTA DIVERSA propone quest’anno un laboratorio per affrontare assieme ai giovani una nuova importante tematica: la cultura alla LEGALITA’ . locandina film
La legalità come principio fondamentale per una convivenza globale nel rispetto di se stess…i e degli altri, partendo dalle piccole azioni nei rapporti della vita di tutti i giorni ed arrivando alle relazioni con le istituzioni e la criminalità organizzata.
E’ importante diffondere soprattutto nei giovani la consapevolezza che siamo noi cittadini del mondo la causa del declino morale, economico e politico della nostra società, e siamo noi che con il nostro comportamento possiamo iniziare ad invertire la rotta!

Il primo appuntamento è per martedì 3 giugno con la visione del film “LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE” seguita da un dibattito con DON LUIGI TELLATIN – responsabile dell’Associazione LIBERA Veneto.

La proiezione si terrà alle ore 20.40 presso il centro “Padre Odone Nicolini” a Fontaniva.

Ingresso offerta libera a favore dell’Associazione Una Proposta Diversa Onlus.

COSA PUÒ UNIRE 13.000 PERSONE?

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A questa domanda rispondo con 7 colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso, tutti insieme a colorare ed animare una spettacolare Arena per un 25 aprile di Pace e Disarmo. È sì, perché quest’anno l’Italia del sociale ha scelto, dopo 11 anni, di ripartire dal vero concetto della liberazione che non è liberazione solo dalla prima e seconda guerra mondiale e dall’invasione dei tedeschi, ma liberazione da quel pensiero che sottostà alle guerre, a quel pensiero che sfrutta gli ultimi del pianeta per il benessere di poche persone. Gli slogan che ben risuonavano al centro della città di Verona erano: “Resistenza oggi si chiama Nonviolenza” e “Liberazione oggi si chiama Disarmo”, queste quattro parole unite tra loro dalla voglia di una società che non può più sopportare i soprusi nazionali e internazionali, che lotta contro i 36 conflitti presenti oggi nel pianeta, che urla ai governanti che gli F35 non li vogliamo e preferiamo investirli nella società in una logica di solidarietà, che il pianeta non può sopportare un livello di vita così elevato e l’eccessiva cementificazione, che vogliamo un dipartimento della pace, che è arrivata l’ora di attuare la Costituzione italiana in cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra.

All’una del pomeriggio i cancelli dell’arena si sono aperti e tutti si sono riversati al suo interno, pronti ad urlare al mondo che quello che vogliamo è la pace. Molti personaggi famosi tra cui Alex Zanotelli, Luigi Ciotti, Alice Mabota (attivista per i diritti umani del Mozambico e candidata lla presidenza del Paese), ragazzi obiettori di coscienza, Francesco Vignarca e molti altri, hanno condiviso le proprie idee a sostegno di un mondo di pace. Inoltre numerosi gruppi musicali si sono susseguiti nell’animare i presenti dai più piccini ai più grandi: tutte le generazioni erano presenti perché la pace è una questione che riguarda tutti! Il messaggio che si è cercato di passare è stato quello di una nuova politica di difesa che costruisca ponti d’intesa e non allontani il nemico, che ponga al centro la persona e non le lotte economiche, che investa nella politiche sociali di crescita e non nell’economia di morte: sì, perché fabbricando la guerra fabbrichiamo morte. Non è vero che costruire armi fa crescere l’economia, questo è dimostrato da vari studi in cui si afferma che l’economia non può basarsi sulle armi in quanto queste creano un circolo vizioso che porta solo alla distruzione, invece investire in cultura, infrastrutture e servizi per il sociale creano vita, perché tutelano gli individui e creano maggior relazione tra questi. Inoltre non uccide le persone, infatti chi ne risente maggiormente della guerra sono le vittime! Non si è parlato solo della guerra internazionale, anche di tutte quelle ingiustizie che l’Italia vive al suo interno, della poca eguaglianza che emerge tra la tutela dei ricchi e quella dei poveri. Ripensando ad una politica di difesa molti di questi soldi potrebbero essere trasferiti in politiche che tutelino i carcerati nel loro percorso di reinserimento nella società, nella tutela della maternità che porterebbe ad una maggiore crescita demografica in Paese che si vede velocemente invecchiare, tutela dei giovani nel mondo del lavoro per un futuro che possa migliorare il loro paese,… molte sono le proposte, quello che si spera è che vengano ascoltate. Quello che è sicuro è che un popolo che grida la sua indignazione non può essere fatto tacere, quindi dobbiamo gridare, gridare e gridare, perché la peggior arma è l’indifferenza. Un popolo indifferente e succube del potere!

Quello che veramente ha unito 13.000 persone è stato un minuto, un minuto che però ha toccato il cuore di tutti i presenti, ha commosso, ha fatto riflettere. Un minuto fatto di puro silenzio in memoria di tutte le vittime innocenti di una logica guerrafondaia che governa le relazioni di oggi. Questo minuto che ogni volta sembra interminabile, è stato troppo breve: così bene si stava uniti in silenzio e in pace tra di noi, come se quel momento ci fosse stato donato per appropriarci della forza di questi martiri e fare nostra la loro lotta per la pace, per urlare al mondo che la liberazione non è solo materiale, ma è soprattutto una liberazione culturale che parte dal piccolo, dalle relazioni quotidiane e che in maniera Nonviolenta cerca di cambiare la società. Il prossimo ritrovo è stato lanciato per il 19 ottobre 2014 ad Assisi per la Marcia della Pace.    10171857_10152771311263574_6169345142990315242_n

(Lucia, Federica e Madou)