I – LEGAL

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UNA PROPOSTA DIVERSA propone quest’anno un laboratorio per affrontare assieme ai giovani una nuova importante tematica: la cultura alla LEGALITA’ . locandina film
La legalità come principio fondamentale per una convivenza globale nel rispetto di se stess…i e degli altri, partendo dalle piccole azioni nei rapporti della vita di tutti i giorni ed arrivando alle relazioni con le istituzioni e la criminalità organizzata.
E’ importante diffondere soprattutto nei giovani la consapevolezza che siamo noi cittadini del mondo la causa del declino morale, economico e politico della nostra società, e siamo noi che con il nostro comportamento possiamo iniziare ad invertire la rotta!

Il primo appuntamento è per martedì 3 giugno con la visione del film “LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE” seguita da un dibattito con DON LUIGI TELLATIN – responsabile dell’Associazione LIBERA Veneto.

La proiezione si terrà alle ore 20.40 presso il centro “Padre Odone Nicolini” a Fontaniva.

Ingresso offerta libera a favore dell’Associazione Una Proposta Diversa Onlus.

COSA PUÒ UNIRE 13.000 PERSONE?

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A questa domanda rispondo con 7 colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso, tutti insieme a colorare ed animare una spettacolare Arena per un 25 aprile di Pace e Disarmo. È sì, perché quest’anno l’Italia del sociale ha scelto, dopo 11 anni, di ripartire dal vero concetto della liberazione che non è liberazione solo dalla prima e seconda guerra mondiale e dall’invasione dei tedeschi, ma liberazione da quel pensiero che sottostà alle guerre, a quel pensiero che sfrutta gli ultimi del pianeta per il benessere di poche persone. Gli slogan che ben risuonavano al centro della città di Verona erano: “Resistenza oggi si chiama Nonviolenza” e “Liberazione oggi si chiama Disarmo”, queste quattro parole unite tra loro dalla voglia di una società che non può più sopportare i soprusi nazionali e internazionali, che lotta contro i 36 conflitti presenti oggi nel pianeta, che urla ai governanti che gli F35 non li vogliamo e preferiamo investirli nella società in una logica di solidarietà, che il pianeta non può sopportare un livello di vita così elevato e l’eccessiva cementificazione, che vogliamo un dipartimento della pace, che è arrivata l’ora di attuare la Costituzione italiana in cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra.

All’una del pomeriggio i cancelli dell’arena si sono aperti e tutti si sono riversati al suo interno, pronti ad urlare al mondo che quello che vogliamo è la pace. Molti personaggi famosi tra cui Alex Zanotelli, Luigi Ciotti, Alice Mabota (attivista per i diritti umani del Mozambico e candidata lla presidenza del Paese), ragazzi obiettori di coscienza, Francesco Vignarca e molti altri, hanno condiviso le proprie idee a sostegno di un mondo di pace. Inoltre numerosi gruppi musicali si sono susseguiti nell’animare i presenti dai più piccini ai più grandi: tutte le generazioni erano presenti perché la pace è una questione che riguarda tutti! Il messaggio che si è cercato di passare è stato quello di una nuova politica di difesa che costruisca ponti d’intesa e non allontani il nemico, che ponga al centro la persona e non le lotte economiche, che investa nella politiche sociali di crescita e non nell’economia di morte: sì, perché fabbricando la guerra fabbrichiamo morte. Non è vero che costruire armi fa crescere l’economia, questo è dimostrato da vari studi in cui si afferma che l’economia non può basarsi sulle armi in quanto queste creano un circolo vizioso che porta solo alla distruzione, invece investire in cultura, infrastrutture e servizi per il sociale creano vita, perché tutelano gli individui e creano maggior relazione tra questi. Inoltre non uccide le persone, infatti chi ne risente maggiormente della guerra sono le vittime! Non si è parlato solo della guerra internazionale, anche di tutte quelle ingiustizie che l’Italia vive al suo interno, della poca eguaglianza che emerge tra la tutela dei ricchi e quella dei poveri. Ripensando ad una politica di difesa molti di questi soldi potrebbero essere trasferiti in politiche che tutelino i carcerati nel loro percorso di reinserimento nella società, nella tutela della maternità che porterebbe ad una maggiore crescita demografica in Paese che si vede velocemente invecchiare, tutela dei giovani nel mondo del lavoro per un futuro che possa migliorare il loro paese,… molte sono le proposte, quello che si spera è che vengano ascoltate. Quello che è sicuro è che un popolo che grida la sua indignazione non può essere fatto tacere, quindi dobbiamo gridare, gridare e gridare, perché la peggior arma è l’indifferenza. Un popolo indifferente e succube del potere!

Quello che veramente ha unito 13.000 persone è stato un minuto, un minuto che però ha toccato il cuore di tutti i presenti, ha commosso, ha fatto riflettere. Un minuto fatto di puro silenzio in memoria di tutte le vittime innocenti di una logica guerrafondaia che governa le relazioni di oggi. Questo minuto che ogni volta sembra interminabile, è stato troppo breve: così bene si stava uniti in silenzio e in pace tra di noi, come se quel momento ci fosse stato donato per appropriarci della forza di questi martiri e fare nostra la loro lotta per la pace, per urlare al mondo che la liberazione non è solo materiale, ma è soprattutto una liberazione culturale che parte dal piccolo, dalle relazioni quotidiane e che in maniera Nonviolenta cerca di cambiare la società. Il prossimo ritrovo è stato lanciato per il 19 ottobre 2014 ad Assisi per la Marcia della Pace.    10171857_10152771311263574_6169345142990315242_n

(Lucia, Federica e Madou)

TUTTI IN MARCIA PER SPERARE NELLA PACE!

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Il 23 marzo si è svolta a Padova la prima Marcia della Speranza per la R.D. del Congo. L’iniziativa è nata dalla proposta di alcuni alunni di una scuola media dopo essere stati colpiti dalla testimonianza di John Mpaliza, un ragazzo di origine congolese da anni cittadino italiano che, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni nazionali nei confronti della grave situazione in cui riversa il suo Paese, ha attraversato a piedi l’Europa guadagnandosi il soprannome di “The Peace Walking Man”.
Anche se è ricchissima di risorse naturali e minerarie, la Repubblica Democratica del Congo rimane un Paese povero perché sfruttato dalle multinazionali e dai paesi industrializzati, con la complicità dei dirigenti locali. Gli interessi economici continuano ad alimentare il sanguinoso conflitto che dura da più di 20 anni e che ha causato più di otto milioni di vittime.

Noi giovani di Una Proposta Diversa, sensibili al tema, abbiamo deciso di appoggiare subito l’iniziativa assieme ad altre associazioni locali, visto anche il rapporto di stima e amicizia nei confronti di John nato con la sua presenza all’evento Enjoy Africa svoltosi lo scorso settembre.

La pioggia non ha di certo fermato la voglia di farsi sentire, che ha portato almeno 400 persone a marciare assieme, l’evento ha coinvolto numerose classi degli istituti di Padova e dintorni, persone di ogni età sensibili al tema e anche numerosi maratoneti di passione e professione, tutti uniti dalla stessa voglia di unirsi per un mondo più giusto.

Come a volerci incoraggiare, qualche raggio di sole si è poi fatto spazio tra le nubi accompagnandoci fino all’arrivo, dove ci hanno accolti gli interventi di John Mpaliza e di Eugenio Melandri, i gruppi più numerosi delle scuole sono stati poi premiati per la loro partecipazione e le voci di un coro Gospel hanno hanno chiuso in bellezza l’ evento.

Ciò che più ci ha colpito di questa giornata, è stata la motivazione dei giovani studenti, poco più che bambini ma ben consapevoli del motivo per cui stavano manifestando, consci che nel mondo ci sono realtà di sfruttamento e oppressione, che solo con la consapevolezza e con lo spirito di unione è possibile combattere e chissà… forse un giorno vincere. Per quei ragazzi John era un idolo e con fierezza e responsabilità, hanno sventolato la sua bandiera del Congo lungo tutto il tragitto.

Possiamo dirci soddisfatti di aver partecipato a questa iniziativa e di aver contribuito a respirare, condividere e diffondere una delle ricchezze più rare ma necessarie ai giorni nostri: LA SPERANZA!

Melania Marcolongo

Il Giornalino di Luglio-Settembre è qui!

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Fresco di stampa è giunto tra noi il Giornalino di Luglio-Settembre!

Tra i vari articoli che vi potrete trovare ci sono un accorato appello di Padre Alex Zanotelli ai giovani, un bell’articolo sull’esperienza di Leonardo, un volontario dell’UPD, nel Sud America, un riassunto della serata “Enjoy Africa” e molto altro ancora.

Buona lettura!

 

Giornalino Luglio-Settembre 2013

 

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Enjoy Africa

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Si è svolto sabato sera 28 Settembre presso la sede dell’Ass. Amici Torre di Mejaniga” l’evento ENJOY AFRICA promosso da noi giovani dell’associazione UNA PROPOSTA DIVERSA di Cittadella.
Dopo un primo momento di cena-aperitivo con pietanze di originali ricette nigeriane, marocchine, keniote e del Burkina Faso, tutti i presenti sono stati intrattenuti con un momento di altissima formazione e sensibilizzazione tenuto da John Mpaliza, 42 anni, esule congolese fuggito dalla dittatura di Mobutu che vive e lavora in Italia dal 1994. John ci ha spiegato come l’estrazione del COLTAN, minerale usato per la produzione di cellulari e computer, avvenga in Congo (dove si trova l’80% del coltan) da parte di grandi multinazionali, in modo non etico : lavoro sottopagato e in condizioni disumane, si pensi che il coltan è radioattivo e i lavoratori, a volte anche bambini, lo estraggono a mani nude.
Poi è passato ad una riflessione piu’ generale,, partendo dal concetto reale che l’Africa è continuamente sfruttata e usurpata da noi occidentali, che poi con 2 euro di beneficienza ci rimettiamo apposto la coscienza. Ma il vero cambiamento dovrebbe avvenire rimuovendo le cause che impoveriscono il paese saccheggiato, in questo caso, ad esempio, astenendosi dall’acquisto di cellulari per i quali è stato usato il coltan insanguinato.
A questo proposito John ci ha poi introdotto il concetto di tracciabilità dei minerali nel mercato internazionale per poter sempre verificare come e dove è stato estratto un minerale prima di qualsiasi acquisto: a questo punto non avremo piu’ scuse.
L’evento, oltre ad uno scopo di denuncia delle oppressioni e degli sfruttamenti a cui il popolo congolese è continuamente sottoposto, ha finanziato con gli introiti, il progetto “MANNA DEL DESERTO” a Mandura in Etiopia, con lo scopo di cooperare con l’acquisto di una nuova ambulanza che le suore della missione comboniana utilizzano per raggiungere e curare gli ammalati anche nei villaggi piu’ remoti, quei villaggi talmente lontani dall’ospedale che nessuno degli abitanti lo potrebbe raggiungere o, quantomeno, se lo potrebbe permettere.
La serata è stata molto divertente, i giovani hanno ascoltato con attenzione la testimonianza di John per poi scatenarsi in danze a ritmo di percussioni con i senegalesi Djolibe Jambe in collaborazione con Africa Chiossan.
E’ stato un momento di confronto e condivisione, ma allo stesso tempo noi Giovani di Una Proposta Diversa abbiamo cercato di far capire il nostro messaggio: un messaggio di denuncia, dando voce a chi non ce l’ha e di impegno per cercare di costruire un mondo piu’ giusto, un mondo in cui , ci auguriamo, potremmo un giorno vivere in PACE e nel rispetto dei diritti di tutti.
Vogliamo ringraziare gli amici della Torre di Mejaniga per il loro aiuto e la loro completa disponibilità per la fruizione dei loro spazi e l’amministrazione comunale di Cittadella per il contributo allo svolgimento dell’evento.
Ringraziamo poi tutti quegli amici e amiche che ci hanno supportato ed aiutato a preparare l’evento, aiuti che possono sembrare nascosti, ma che per noi dell’associazione hanno un valore inestimabile e ci danno tanta soddisfazione!
I Giovani di Una Proposta Diversa

 

Evento Enjoy Africa!

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  ENJOY AFRICA!

 

Anche quest’anno l’associazione UPD propone una serata evento con tema l’Africa. L’evento si terrà Sabato 28 Settembre a Cittadella presso la Torre di Mejaniga in Borgo Treviso. Ci saranno musica, balli, testimonianze e cibo tipico africano!

Vi aspettiamo numerosi!

Enjoy Africa

 Video su gentile concessione di Silvia Degani
http://www.silviadegani.it/


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SIRIA MON AMOUR

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26 Giugno 2013 INCONTRO CON AMANI EL NASIF – co- scrittrice del libro SIRIA MON AMOUR

 

 

Timida, poco appariscente per quanto molto bella, al primo sguardo non si intuisce la grande forza di Amani. E’ ascoltando le sue parole e leggendo il suo libro che si rimane colpiti dalla determinazione e dal coraggio di questa giovane donna italiana, di origini siriane che ha vissuto una vicenda terribile nell’età in cui le ragazzine dovrebbero occuparsi di tutt’altro.

Nata in Siria e venuta in Italia con la famiglia a tre anni, Amani ha una vita serena e integrata. I suoi genitori sono severi, ma non le impongono particolari restrizioni. Niente le fa dunque presagire quello a cui andrà incontro quando un viaggio nella sua terra natia si trasformerà per lei in un incubo.

Catapultata dalla quieta, benestante Bassano, al villaggio in cui vivono alcuni suoi parenti, è risucchiata in un meccanismo che la vuole sposa ad un suo cugino in un matrimonio combinato. Davvero troppo per lei, che è cresciuta in una cultura completamente diversa da quella delle sue origini e che dunque non riesce a concepire né ad accettare la totale privazione della libertà personale a cui va incontro.

Dapprima incredula, poi ribelle, comunque mai doma nonostante le botte che riceve senza sconti ogni qualvolta non si adegua, Amani cerca qualsiasi spiraglio che le indichi la via di fuga. Troverà la sua salvezza infine proprio in coloro che l’hanno trascinata in questa situazione surreale.

In tutto lo svolgersi del racconto si guarda con i suoi occhi i parenti che incontra e che incarnano un altro mondo, un altro modo di vivere. Non è tutto male o brutto. Tra le righe si coglie la sua commozione per certi tramonti dai colori mai visti altrove, si annusano odori di cibi sconosciuti, si vive appesantiti dai troppi abiti sovrapposti, le sue pene quotidiane e le poche gioie di sentimenti genuini che la legano alle sue cugine e ad alcune zie. Donne che la accolgono, talvolta la invidiano, ma che nulla fanno per lei, rassegnate come sono al destino di fatica e sottomissione che è loro imposto. Incapaci di combattere, si accontentano di rubare qualche attimo di libertà quando i maschi sono assenti.

Centrale è il ruolo della madre a cui Amani guarda per avere appoggio e comprensione, trovandoli assai raramente. Figura molto controversa, questa donna è per la figlia il tramite tra le due culture. Parla poco, rimane sullo sfondo ma è sempre presente. A rifletterci, si percepisce come forse sia a sua volta combattuta tra l’assecondare le istanze del mondo nel quale è vissuta nella sua giovinezza e concedere alla figlia la possibilità di scegliere, avendo lei stessa vissuto in Italia. É soprattutto con lei che Amani si confronta. Di certo non con il padre, personaggio poco amorevole che induce facilmente al disprezzo. Né tantomeno con gli zii despoti, capaci solo di usare la forza senza ottenere per questo da lei rispetto.

Chiaro però che non si ha il diritto di giudicare. Si può solo provare a capire, unico modo per avere la misura della propria impagabile libertà.

Alessia Securo

 

 

IONONVIOLENTO!

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IONONVIOLENTO! CORSO DI FORMAZIONE DI 4 SERATE SULLA NONVIOLENZA

Il corso svoltosi in aprile che prevedeva 3 serate di workshop attivo e l’ultima serata con lo spettacolo teatrale “LA SCELTA” di Marco Cortesi e Mara Moschini si è concluso con successo.!! Alta l’affluenza di giovani e non del territorio e grandi le soddisfazioni degli organizzatori

Ecco alcuni pensieri che i partecipanti all’evento si sono sentiti di esprimere :

La nonviolenza è uno stile di vita. è la consapevolezza che è necessario agire per poter cambiare, per poter risolvere i conflitti. Si sa, la natura umana è spesso violenta secondo me, quindi questo modo di pensare bisogna allenarlo a partire da se stessi. la non violenza si impara, è una sfida, spesso si fallisce ma bisogna comunque provarci se si vuole cambiare. Si può agire boicottando un prodotto di una multinazionale, o protestando una violenza in maniera pacifica, ma soprattutto serve il dialogo. Questo è proprio il punto centrale. Parlare con l’altra persona, cercare di comprendere le sue ragioni, non essere influenzati dai pregiudizi ma essere disposti a un’apertura mentale. Il dialogo quindi è il metodo più efficace per essere non violenti e per arrivare cosi a una situazione di pace!!!” Laura Porcelli

“ Sono molto felice di aver partecipato agli incontri organizzati sulla NONVIOLENZA. Sono partita con diversi stati d’animo:curiosità, timore, timidezza..curiosità di conoscere la testimonianza di chi costruisce la sua vita su questa missione; timorosa di non sentirmi all’altezza delle attività, convinta che non avrei mai avuto il coraggio di dire la mia…ma certi temi toccano le coscienze, le riflessioni affollano la mente e non si puo’ restare indifferenti, non si puo’ rimanere in disparte a guardare. NO. Ho capito che anche quella è violenza! E non serve fare chissà quali gesti eroici ma si deve partire da noi stessi, dare spazio all’ascolto e al dialogo, è molto piu’ facile attaccare che trovare un accordo.

Per questo anche essere nonviolenti richiede sforzi e sacrifici…partendo da un litigio tra bambini ed arrivando ad una guerra internazionale. Non bisogna pensare che sia impossibile ma sperare che cambiando il nostro atteggiamento generale verso gli altri un giorno tutte le persone possano vivere in pace tra loro! Ringrazio i formatori per la loro capacità di mettere a proprio agio i partecipanti e per il loro impegno nel rendere gli altri consapevoli di quanto possono fare per essere nonviolenti.Ringrazio gli organizzatori per averci dato la possibilità di arrichirci con questa esperienza e grazie anche a quanti, come me, hanno saputo apprezzarla.” Melania Marcolongo

Il ricavato dello spettacolo teatrale, che ammonta ad € 1.426,00 è stato devoluto al progetto “MUTILATI DI GUERRA IN SIERRA LEONE” con cui la nostra associazione collabora già da anni.