Monthly Archives: maggio 2014

I – LEGAL

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UNA PROPOSTA DIVERSA propone quest’anno un laboratorio per affrontare assieme ai giovani una nuova importante tematica: la cultura alla LEGALITA’ . locandina film
La legalità come principio fondamentale per una convivenza globale nel rispetto di se stess…i e degli altri, partendo dalle piccole azioni nei rapporti della vita di tutti i giorni ed arrivando alle relazioni con le istituzioni e la criminalità organizzata.
E’ importante diffondere soprattutto nei giovani la consapevolezza che siamo noi cittadini del mondo la causa del declino morale, economico e politico della nostra società, e siamo noi che con il nostro comportamento possiamo iniziare ad invertire la rotta!

Il primo appuntamento è per martedì 3 giugno con la visione del film “LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE” seguita da un dibattito con DON LUIGI TELLATIN – responsabile dell’Associazione LIBERA Veneto.

La proiezione si terrà alle ore 20.40 presso il centro “Padre Odone Nicolini” a Fontaniva.

Ingresso offerta libera a favore dell’Associazione Una Proposta Diversa Onlus.

COSA PUÒ UNIRE 13.000 PERSONE?

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A questa domanda rispondo con 7 colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso, tutti insieme a colorare ed animare una spettacolare Arena per un 25 aprile di Pace e Disarmo. È sì, perché quest’anno l’Italia del sociale ha scelto, dopo 11 anni, di ripartire dal vero concetto della liberazione che non è liberazione solo dalla prima e seconda guerra mondiale e dall’invasione dei tedeschi, ma liberazione da quel pensiero che sottostà alle guerre, a quel pensiero che sfrutta gli ultimi del pianeta per il benessere di poche persone. Gli slogan che ben risuonavano al centro della città di Verona erano: “Resistenza oggi si chiama Nonviolenza” e “Liberazione oggi si chiama Disarmo”, queste quattro parole unite tra loro dalla voglia di una società che non può più sopportare i soprusi nazionali e internazionali, che lotta contro i 36 conflitti presenti oggi nel pianeta, che urla ai governanti che gli F35 non li vogliamo e preferiamo investirli nella società in una logica di solidarietà, che il pianeta non può sopportare un livello di vita così elevato e l’eccessiva cementificazione, che vogliamo un dipartimento della pace, che è arrivata l’ora di attuare la Costituzione italiana in cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra.

All’una del pomeriggio i cancelli dell’arena si sono aperti e tutti si sono riversati al suo interno, pronti ad urlare al mondo che quello che vogliamo è la pace. Molti personaggi famosi tra cui Alex Zanotelli, Luigi Ciotti, Alice Mabota (attivista per i diritti umani del Mozambico e candidata lla presidenza del Paese), ragazzi obiettori di coscienza, Francesco Vignarca e molti altri, hanno condiviso le proprie idee a sostegno di un mondo di pace. Inoltre numerosi gruppi musicali si sono susseguiti nell’animare i presenti dai più piccini ai più grandi: tutte le generazioni erano presenti perché la pace è una questione che riguarda tutti! Il messaggio che si è cercato di passare è stato quello di una nuova politica di difesa che costruisca ponti d’intesa e non allontani il nemico, che ponga al centro la persona e non le lotte economiche, che investa nella politiche sociali di crescita e non nell’economia di morte: sì, perché fabbricando la guerra fabbrichiamo morte. Non è vero che costruire armi fa crescere l’economia, questo è dimostrato da vari studi in cui si afferma che l’economia non può basarsi sulle armi in quanto queste creano un circolo vizioso che porta solo alla distruzione, invece investire in cultura, infrastrutture e servizi per il sociale creano vita, perché tutelano gli individui e creano maggior relazione tra questi. Inoltre non uccide le persone, infatti chi ne risente maggiormente della guerra sono le vittime! Non si è parlato solo della guerra internazionale, anche di tutte quelle ingiustizie che l’Italia vive al suo interno, della poca eguaglianza che emerge tra la tutela dei ricchi e quella dei poveri. Ripensando ad una politica di difesa molti di questi soldi potrebbero essere trasferiti in politiche che tutelino i carcerati nel loro percorso di reinserimento nella società, nella tutela della maternità che porterebbe ad una maggiore crescita demografica in Paese che si vede velocemente invecchiare, tutela dei giovani nel mondo del lavoro per un futuro che possa migliorare il loro paese,… molte sono le proposte, quello che si spera è che vengano ascoltate. Quello che è sicuro è che un popolo che grida la sua indignazione non può essere fatto tacere, quindi dobbiamo gridare, gridare e gridare, perché la peggior arma è l’indifferenza. Un popolo indifferente e succube del potere!

Quello che veramente ha unito 13.000 persone è stato un minuto, un minuto che però ha toccato il cuore di tutti i presenti, ha commosso, ha fatto riflettere. Un minuto fatto di puro silenzio in memoria di tutte le vittime innocenti di una logica guerrafondaia che governa le relazioni di oggi. Questo minuto che ogni volta sembra interminabile, è stato troppo breve: così bene si stava uniti in silenzio e in pace tra di noi, come se quel momento ci fosse stato donato per appropriarci della forza di questi martiri e fare nostra la loro lotta per la pace, per urlare al mondo che la liberazione non è solo materiale, ma è soprattutto una liberazione culturale che parte dal piccolo, dalle relazioni quotidiane e che in maniera Nonviolenta cerca di cambiare la società. Il prossimo ritrovo è stato lanciato per il 19 ottobre 2014 ad Assisi per la Marcia della Pace.    10171857_10152771311263574_6169345142990315242_n

(Lucia, Federica e Madou)