Category Archives: Attività sul Territorio

CASCHI BIANCHI LO SI E’ PER TUTTA LA VITA!

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DANI     Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (CIT. MAHATMA GANDHI)

E’ con questa provocazione che Daniele termina la testimonianza della sua esperienza come CASCO BIANCO in Sri Lanka. Anche le testimonianze di Sofia e Giovanni ci toccano profondamente, ci risvegliano domande assopite, entusiasmi latenti  e paure comuni. Sono queste le emozioni che si intrecciano il 06/03/2015 tra le circa 200 persone raccolte in SALA EMMAUS presso il PATRONATO PIO X di Cittadella per partecipare alla serata formativa proposta da noi giovani dell’Associazione.

Questi 3 ragazzi sono rientrati da meno di un mese dal Servizio Civile Internazionale , presso l’ente Comunità Papa Giovanni XXIII,  e dalle loro parole ci sembra di vivere i sorrisi dei bimbi boliviani di La Paz(Bolivia)  a 4000 metri di altitudine, la povertà nel viso dei ragazzi di strada immersi nel clima umido di Yacuiba ( Bolivia) o la profondità degli sguardi dei ragazzi disabili che sono accolti nel laboratorio della missione di Ratnapura (Sri Lanka).

Ma la cosa che più colpisce è capire quanto si sono dati da fare, come ci hanno messo l’anima in questa esperienza nonostante le difficoltà. Imparare una nuova lingua, confrontarsi con una cultura completamente diversa e nella quale non si puo’ trovare la sicurezza delle proprie radici non è una cosa facile ma sicuramente una esperienza di crescita personale importantissima. “Devi sbattere contro i tuoi limiti. Credi di partire e fare l’eroe ma non funziona così” dice Sofia. Quello che si fa in terra di missione è condividere con gli ultimi, con chi non ha la fortuna di vivere con tutti confort che a noi sono permessi e ci permettiamo, con quanti vivono situazioni di ingiustizie sociali e discriminazioni. Tutto questo è solo una goccia, ma una goccia che unita ad altre formerà mari e poi oceani, oceani di mondi migliori!SOFIA

Bisogna diventare cittadini attivi, far valere le proprie idee senza timore del giudizio degli altri, indignarsi di fronte a situazioni di violenza e di ingiustizia e non rimanere a guardare come parassiti. E’ questo che Giovanni suggerisce ai ragazzi presenti in sala per costruire insieme una alternativa piu’ giusta al mondo d’oggi. E’ pero’ importante fare squadra , prosegue, vivere in relazione e confronto costante con gli altri abbattendGIOVANNIo quei muri che egoisticamente contraddistinguono la società attuale. E’ importante cambiare le cose nei paesi cosiddetti “ricchi”, quindi qui, per poter migliorare le infelici situazioni  che affliggono i paesi impoveriti.

Ed è con l’augurio che molti giovani intraprendano questo tipo di esperienza e con la consapevolezza che almeno un seme è stato gettato, che  Don Andrea chiude la serata e dopo la condivisione di un succulento buffet , tutti ritorniamo a casa con le giuste provocazioni in testa.

I Giovani di Una Proposta Diversa.

 

21 febbraio 2015 – UNO SPETTACOLO DI QUALITA’

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“Cosa stavate facendo il 6 aprile 1994? Ve lo ricordate? Sicuramente però vi ricorderete cosa stavate facendo l’11 settembre 2001….”

Così esordiscono Marco Cortesi  e Mara Moschini con il loro spettacolo teatrale da titolo: “Rwanda, Dio è qui” di cui sono attori e registi.

Ebbene, quell’ 11 settembre ci fu un attentato terroristico in America, a New York, in cui si contarono ben 2.974 vittime. I programmi tv vennero tutti sospesi per sintonizzarsi a Manhattan; tutti ne parlarono, tutti intervennero, tutti si coalizzarono. Tutto il mondo si fermò…

Ma il 6 aprile 1994? Questa data segna l’inizio di una tragedia ancor più grande di quella statunitense. Per 104  giorni in Rwanda ci furono 10.000 morti al giorno. L’equivalente di 3 torri gemelle al giorno, ma non fece notizia, nessuno ne parlò, nessuno intervenne per fermare questo genocidio, uno dei più sanguinosi episodi del XX secolo.

Marco Cortesi e Mara Moschini interpretano la storia di due sopravvissuti al genocidio: Augustin Maniriho e Cecile. Uno Hutu e l’altra Tutsi, ci presentano la vicenda sotto la luce di entrambe le realtà.

“Ogni nostro spettacolo nasce da un attento lavoro di ricerca e inchiesta.”, dicono.  “Abbiamo scelto di parlare di diritti umani, ma soprattutto di pace, libertà e giustizia portando sul palco indimenticabili storie vere. Crediamo fermamente in quello che facciamo e siamo convinti che il teatro sia soprattutto questo: un modo per conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda.”

Il teatro civile di Cittadella era al completo e per circa 90 minuti siamo rimasti col fiato sospeso e gli occhi sbarrati. C’hanno catapultato indietro di vent’anni, hanno riportato quella storia del Rwanda in vita.

Sono difficili da raccontare 104 giorni in così poco tempo, ma l’indubbia esperienza e capacità di Mara e Marco ha fatto si che i nostri occhi vedessero attraverso le loro parole.

Ci hanno fatto sentire il terrore nella pelle, l’angoscia, la solitudine, l’ingiustizia. Ma la loro maestria è stata in grado di farci anche sorridere nel raccontare alcune caratteristiche dei due protagonisti, delle loro abitudini quotidiane, quelle di giorni qualunque come i nostri, si proprio come noi. Perché prima di tutto, prima di essere africani, ruandesi, prima di essere le vittime del genocidio, prima di essere Hutu o Tutsi…. Prima di tutto sono essere umani. Proprio come te.

Lara Mottin

 

Enjoy Africa

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Si è svolto sabato sera 28 Settembre presso la sede dell’Ass. Amici Torre di Mejaniga” l’evento ENJOY AFRICA promosso da noi giovani dell’associazione UNA PROPOSTA DIVERSA di Cittadella.
Dopo un primo momento di cena-aperitivo con pietanze di originali ricette nigeriane, marocchine, keniote e del Burkina Faso, tutti i presenti sono stati intrattenuti con un momento di altissima formazione e sensibilizzazione tenuto da John Mpaliza, 42 anni, esule congolese fuggito dalla dittatura di Mobutu che vive e lavora in Italia dal 1994. John ci ha spiegato come l’estrazione del COLTAN, minerale usato per la produzione di cellulari e computer, avvenga in Congo (dove si trova l’80% del coltan) da parte di grandi multinazionali, in modo non etico : lavoro sottopagato e in condizioni disumane, si pensi che il coltan è radioattivo e i lavoratori, a volte anche bambini, lo estraggono a mani nude.
Poi è passato ad una riflessione piu’ generale,, partendo dal concetto reale che l’Africa è continuamente sfruttata e usurpata da noi occidentali, che poi con 2 euro di beneficienza ci rimettiamo apposto la coscienza. Ma il vero cambiamento dovrebbe avvenire rimuovendo le cause che impoveriscono il paese saccheggiato, in questo caso, ad esempio, astenendosi dall’acquisto di cellulari per i quali è stato usato il coltan insanguinato.
A questo proposito John ci ha poi introdotto il concetto di tracciabilità dei minerali nel mercato internazionale per poter sempre verificare come e dove è stato estratto un minerale prima di qualsiasi acquisto: a questo punto non avremo piu’ scuse.
L’evento, oltre ad uno scopo di denuncia delle oppressioni e degli sfruttamenti a cui il popolo congolese è continuamente sottoposto, ha finanziato con gli introiti, il progetto “MANNA DEL DESERTO” a Mandura in Etiopia, con lo scopo di cooperare con l’acquisto di una nuova ambulanza che le suore della missione comboniana utilizzano per raggiungere e curare gli ammalati anche nei villaggi piu’ remoti, quei villaggi talmente lontani dall’ospedale che nessuno degli abitanti lo potrebbe raggiungere o, quantomeno, se lo potrebbe permettere.
La serata è stata molto divertente, i giovani hanno ascoltato con attenzione la testimonianza di John per poi scatenarsi in danze a ritmo di percussioni con i senegalesi Djolibe Jambe in collaborazione con Africa Chiossan.
E’ stato un momento di confronto e condivisione, ma allo stesso tempo noi Giovani di Una Proposta Diversa abbiamo cercato di far capire il nostro messaggio: un messaggio di denuncia, dando voce a chi non ce l’ha e di impegno per cercare di costruire un mondo piu’ giusto, un mondo in cui , ci auguriamo, potremmo un giorno vivere in PACE e nel rispetto dei diritti di tutti.
Vogliamo ringraziare gli amici della Torre di Mejaniga per il loro aiuto e la loro completa disponibilità per la fruizione dei loro spazi e l’amministrazione comunale di Cittadella per il contributo allo svolgimento dell’evento.
Ringraziamo poi tutti quegli amici e amiche che ci hanno supportato ed aiutato a preparare l’evento, aiuti che possono sembrare nascosti, ma che per noi dell’associazione hanno un valore inestimabile e ci danno tanta soddisfazione!
I Giovani di Una Proposta Diversa

 

Evento Enjoy Africa!

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  ENJOY AFRICA!

 

Anche quest’anno l’associazione UPD propone una serata evento con tema l’Africa. L’evento si terrà Sabato 28 Settembre a Cittadella presso la Torre di Mejaniga in Borgo Treviso. Ci saranno musica, balli, testimonianze e cibo tipico africano!

Vi aspettiamo numerosi!

Enjoy Africa

 Video su gentile concessione di Silvia Degani
http://www.silviadegani.it/


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SIRIA MON AMOUR

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26 Giugno 2013 INCONTRO CON AMANI EL NASIF – co- scrittrice del libro SIRIA MON AMOUR

 

 

Timida, poco appariscente per quanto molto bella, al primo sguardo non si intuisce la grande forza di Amani. E’ ascoltando le sue parole e leggendo il suo libro che si rimane colpiti dalla determinazione e dal coraggio di questa giovane donna italiana, di origini siriane che ha vissuto una vicenda terribile nell’età in cui le ragazzine dovrebbero occuparsi di tutt’altro.

Nata in Siria e venuta in Italia con la famiglia a tre anni, Amani ha una vita serena e integrata. I suoi genitori sono severi, ma non le impongono particolari restrizioni. Niente le fa dunque presagire quello a cui andrà incontro quando un viaggio nella sua terra natia si trasformerà per lei in un incubo.

Catapultata dalla quieta, benestante Bassano, al villaggio in cui vivono alcuni suoi parenti, è risucchiata in un meccanismo che la vuole sposa ad un suo cugino in un matrimonio combinato. Davvero troppo per lei, che è cresciuta in una cultura completamente diversa da quella delle sue origini e che dunque non riesce a concepire né ad accettare la totale privazione della libertà personale a cui va incontro.

Dapprima incredula, poi ribelle, comunque mai doma nonostante le botte che riceve senza sconti ogni qualvolta non si adegua, Amani cerca qualsiasi spiraglio che le indichi la via di fuga. Troverà la sua salvezza infine proprio in coloro che l’hanno trascinata in questa situazione surreale.

In tutto lo svolgersi del racconto si guarda con i suoi occhi i parenti che incontra e che incarnano un altro mondo, un altro modo di vivere. Non è tutto male o brutto. Tra le righe si coglie la sua commozione per certi tramonti dai colori mai visti altrove, si annusano odori di cibi sconosciuti, si vive appesantiti dai troppi abiti sovrapposti, le sue pene quotidiane e le poche gioie di sentimenti genuini che la legano alle sue cugine e ad alcune zie. Donne che la accolgono, talvolta la invidiano, ma che nulla fanno per lei, rassegnate come sono al destino di fatica e sottomissione che è loro imposto. Incapaci di combattere, si accontentano di rubare qualche attimo di libertà quando i maschi sono assenti.

Centrale è il ruolo della madre a cui Amani guarda per avere appoggio e comprensione, trovandoli assai raramente. Figura molto controversa, questa donna è per la figlia il tramite tra le due culture. Parla poco, rimane sullo sfondo ma è sempre presente. A rifletterci, si percepisce come forse sia a sua volta combattuta tra l’assecondare le istanze del mondo nel quale è vissuta nella sua giovinezza e concedere alla figlia la possibilità di scegliere, avendo lei stessa vissuto in Italia. É soprattutto con lei che Amani si confronta. Di certo non con il padre, personaggio poco amorevole che induce facilmente al disprezzo. Né tantomeno con gli zii despoti, capaci solo di usare la forza senza ottenere per questo da lei rispetto.

Chiaro però che non si ha il diritto di giudicare. Si può solo provare a capire, unico modo per avere la misura della propria impagabile libertà.

Alessia Securo

 

 

IONONVIOLENTO!

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IONONVIOLENTO! CORSO DI FORMAZIONE DI 4 SERATE SULLA NONVIOLENZA

Il corso svoltosi in aprile che prevedeva 3 serate di workshop attivo e l’ultima serata con lo spettacolo teatrale “LA SCELTA” di Marco Cortesi e Mara Moschini si è concluso con successo.!! Alta l’affluenza di giovani e non del territorio e grandi le soddisfazioni degli organizzatori

Ecco alcuni pensieri che i partecipanti all’evento si sono sentiti di esprimere :

La nonviolenza è uno stile di vita. è la consapevolezza che è necessario agire per poter cambiare, per poter risolvere i conflitti. Si sa, la natura umana è spesso violenta secondo me, quindi questo modo di pensare bisogna allenarlo a partire da se stessi. la non violenza si impara, è una sfida, spesso si fallisce ma bisogna comunque provarci se si vuole cambiare. Si può agire boicottando un prodotto di una multinazionale, o protestando una violenza in maniera pacifica, ma soprattutto serve il dialogo. Questo è proprio il punto centrale. Parlare con l’altra persona, cercare di comprendere le sue ragioni, non essere influenzati dai pregiudizi ma essere disposti a un’apertura mentale. Il dialogo quindi è il metodo più efficace per essere non violenti e per arrivare cosi a una situazione di pace!!!” Laura Porcelli

“ Sono molto felice di aver partecipato agli incontri organizzati sulla NONVIOLENZA. Sono partita con diversi stati d’animo:curiosità, timore, timidezza..curiosità di conoscere la testimonianza di chi costruisce la sua vita su questa missione; timorosa di non sentirmi all’altezza delle attività, convinta che non avrei mai avuto il coraggio di dire la mia…ma certi temi toccano le coscienze, le riflessioni affollano la mente e non si puo’ restare indifferenti, non si puo’ rimanere in disparte a guardare. NO. Ho capito che anche quella è violenza! E non serve fare chissà quali gesti eroici ma si deve partire da noi stessi, dare spazio all’ascolto e al dialogo, è molto piu’ facile attaccare che trovare un accordo.

Per questo anche essere nonviolenti richiede sforzi e sacrifici…partendo da un litigio tra bambini ed arrivando ad una guerra internazionale. Non bisogna pensare che sia impossibile ma sperare che cambiando il nostro atteggiamento generale verso gli altri un giorno tutte le persone possano vivere in pace tra loro! Ringrazio i formatori per la loro capacità di mettere a proprio agio i partecipanti e per il loro impegno nel rendere gli altri consapevoli di quanto possono fare per essere nonviolenti.Ringrazio gli organizzatori per averci dato la possibilità di arrichirci con questa esperienza e grazie anche a quanti, come me, hanno saputo apprezzarla.” Melania Marcolongo

Il ricavato dello spettacolo teatrale, che ammonta ad € 1.426,00 è stato devoluto al progetto “MUTILATI DI GUERRA IN SIERRA LEONE” con cui la nostra associazione collabora già da anni.

UN DOMINGO DIFERENTE

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VOLETE PASSARE UNA DOMENICA DIVERSA?
VOLETE FARVI TRAVOLGERE PER POCHE ORE DA UNA VENTATA DI AMERICA LATINA?

Il 14 ottobre 2012 presso il PATRONATO PIO X di Cittadella si terrà l’evento UN DOMINGO DIFERENTE, organizzato da YOUPD, i giovani di UNA PROPOSTA DIVERSA ONLUS.
Il nostro obiettivo principale è la SENSIBILIZZAZIONE dei giovani come noi ai temi della povertà e della missione per riuscire a portare un po’ di conoscenza e di coscienza sulla realtà del latino america e in particolare boliviana.
Crediamo che sia importante conoscere le realtà diverse dalla nostra attraverso foto, racconti e  testimonianze di persone che sono state in terra di  missione, crediamo che sia importante per i giovani aprire gli occhi al mondo vero, a quello che veramente capita in altri paesi molto lontani dal nostro.

Il secondo obiettivo della giornata è la raccolta fondi per l’ampliamento della GRUTA DE BELEM di Yacuiba, un dormitorio che ospita ogni notte circa 30-35 persone indigenti che abitano le strade della città boliviana.

 sud america FESTA2

Vi aspettiamo quindi il 14 ottobre , con tanta energia!!!!